Mag 23, 2017 - Politica    Commenti disabilitati su Da morti li piangiamo, da vivi li ignoriamo

Da morti li piangiamo, da vivi li ignoriamo

foto-ragazziIl male non ha gradazioni. Eppure tutti noi, quando abbiamo letto l’età delle vittime di Manchaster, quando abbiamo visto le facce di chi è morto in quell’arena da concerti, volti bambini, ci siamo sentiti venir meno. La morte di un adolescente è l’abisso dell’orrore. Il culmine dell’ingiustizia, se mai esiste un’ingiustizia più ingiusta. Ma il paradosso, qui, non è fuori posto. La morte di un bambino, di un ragazzo è contro-natura. È il contrario di quello che la natura ci grida. Perché è colpire la vita che inizia, chi è più fragile. L’innocente.

Mi chiedo, però: noi che ci siamo commossi per la morte di questi , come li trattiamo da vivi? Oltre alla paghetta e allo smartphone, oltre alla “libertà” di andare al concerto della star e tornare a casa più tardi, cosa, noi adulti, diamo a questi ragazzini? Perché se la libertà che gli diamo è solo quella, è poco. Molto poco. Si chiama “ora d’aria”, più che libertà.

Quel kamikaze, disprezzando la sua e la loro vita, li ha uccisi. Ma noi quale ragione diamo loro perché non disprezzino la loro vita? Quale senso che renda grande ogni respiro? Quale ragione che sia all’altezza dei loro desideri e della realtà, che è spesso dura, faticosa, dolorosa? Gli abbiamo dato, oltre ai vestiti e ai corsi d’inglese-karate-yoga-chitarra, gli strumenti per affrontare un insuccesso, un sacrificio, una delusione, la morte?

Perché senza un significato, che regga alla durezza dell’esistenza, dare la vita è solo crudeltà. Un inganno di cui, prima o poi, ci chiederanno conto.

Ho letto su un giornale che si sta diffondendo tra gli adolescenti di tutta Europa un gioco sul web che porta al suicidio: un tutor impartisce una serie di ordini, “prove” di autolesionismo, fino a comandarti, dopo cinquanta giorni, di ucciderti. Sembra incredibile, eppure ha un successo pazzesco. In Russia ha spopolato. E sono morti molti adolescenti. Anche da noi si sta diffondendo. Ci sono già stati casi di tentato suicidio.

Questi sono gli adolescenti che il nostro Occidente libero e infelice ha cresciuto. Disperati. Perché orfani di un significato per la loro vita.

La debolezza della nostra civiltà è questa. Siamo inermi non solo di fronte alla violenza dei terroristi. Siamo moralmente inermi. Perciò più facili bersagli.

 

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