Giu 21, 2017 - Politica    Commenti disabilitati su Non c’è da stupirsi se i turisti scappano

Non c’è da stupirsi se i turisti scappano

bancomatLa scorsa domenica ho fatto esperienza del perché l'Italia, come spesso si dice, è un Paese in declino, con enorme potenzialità, ma cronicamente incapace di sfruttarle. E quindi destinato all'arretratezza.

Sono stata al Lido di Spina, dove vado in vacanza da quando sono nata. E' un posto di mare nel comune di Comacchio, a Ferrara. Ormai da alcuni decenni lì, come in tutti i lidi della zona, il tipo di turismo è cambiato rispetto agli anni '60 o '70, quando quelle località sono nate. La gente non fa più lunghe vacanze, ma ripetuti week-end, da giugno a settembre. E' un turismo concentrato nel fine settimana, fatta eccezione per un po' di anziani che magari hanno la casa e  tengono i nipoti (ma sono sempre meno e per periodi sempre più brevi).

Dunque, il clou della domanda turistica si concentra, come detto, dal venerdì alla domenica. Con il picco della domenica, dove si aggiunge al turismo del week-end, quello di chi va solo in giornata.

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Mag 23, 2017 - Politica    Commenti disabilitati su Da morti li piangiamo, da vivi li ignoriamo

Da morti li piangiamo, da vivi li ignoriamo

foto-ragazziIl male non ha gradazioni. Eppure tutti noi, quando abbiamo letto l'età delle vittime di Manchaster, quando abbiamo visto le facce di chi è morto in quell'arena da concerti, volti bambini, ci siamo sentiti venir meno. La morte di un adolescente è l'abisso dell'orrore. Il culmine dell'ingiustizia, se mai esiste un'ingiustizia più ingiusta. Ma il paradosso, qui, non è fuori posto. La morte di un bambino, di un ragazzo è contro-natura. È il contrario di quello che la natura ci grida. Perché è colpire la vita che inizia, chi è più fragile. L'innocente.

Mi chiedo, però: noi che ci siamo commossi per la morte di questi adolescenti, come li trattiamo da vivi? Oltre alla paghetta e allo smartphone, oltre alla "libertà" di andare al concerto della star e tornare a casa più tardi, cosa, noi adulti, diamo a questi ragazzini? Perché se la libertà che gli diamo è solo quella, è poco. Molto poco. Si chiama "ora d'aria", più che libertà.

Quel kamikaze, disprezzando la sua e la loro vita, li ha uccisi...

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Mag 18, 2017 - Politica    Commenti disabilitati su L’insostenibile pesantezza di una finta libertà

L’insostenibile pesantezza di una finta libertà

pesantezzaQuando cammino per strada, a piedi o, più spesso, in bicicletta, mi colpiscono le facce delle persone. Diverse, ma accomunate da un elemento. E'come se tutti vivessero sotto un peso enorme. Schiacciati da un macigno insostenibile. L'insostenibile pesantezza della vita, per parafrasare un libro amato. Ogni tanto mi chiedo: perché, per noi, per questa generazione, per questa epoca, la vita è così pesante? Eppure ci sono stati momenti più duri. Quando c'era la guerra, la fame, la povertà. Mia nonna ha avuto oggettivamente una vita più dura. Ma non aveva quella faccia. Noi non abbiamo paura di morire, non abbiamo il pensiero di cosa mangeremo. E però siamo appesantiti come non mai. Viviamo come se dovessimo portare sulle spalle il peso di una montagna. Ma cos'è questa montagna? Il lavoro, la famiglia, un mutuo, un rapporto che non va. Cose, insomma, che abbiamo scelto. Siamo noi più deboli o è il mondo che è diventato più pesante? Me lo chiedo guardando le facce provate delle persone, sempre aggrottate, impensierite, preoccupate. Siamo nell'epoca della libertà eppure mai come ora viviamo da prigionieri...

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Mar 9, 2017 - Politica    Commenti disabilitati su L’egemonia che manca

L’egemonia che manca

egemoniaHa fatto molto parlare un articolo di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera (qui) in cui l'editorialista, tra i pochi non succubi  al main stream, osserva preoccupato come "una pluralità di forze sembra agire ormai da tempo per offrire su un piatto d’argento il Paese al movimento Cinque Stelle, fornendo ad esso la possibilità di imporre, su una parte cospicua dell’opinione pubblica, una propria egemonia culturale". Insomma, giornali, tv, classe dirigente, intellettuali lavorano per fare sì che il non-pensiero grillino (l'odio contro la casta, la politica, la democrazia rappresentativa, il disprezzo per la presunzione di innocenza, la menzogna del cittadino che può fare tutto, il coro "sono tutti ladri e corrotti" e demagogia cantando) diventi pensiero dominante, egemonico, appunto. Sono quanto più lontana da tutto l'armamentario lessicale e ideologico dei Cinquestelle. Penso siano disastrosi quando si confrontano con la realtà (vedi la Raggi), pericolosi quando teorizzano le loro idee (vedi le tesi di Gianroberto Casaleggio). Vorrei osservare, però, che un pensiero culturale diventa egemonico quando gli altri pensieri sono più deboli...

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