Dic 16, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su L’illusione delle istituzioni salvifiche

L’illusione delle istituzioni salvifiche

roma-brucia-300x187In questi giorni, seguendo la politica, sembra di assistere  a una specie di fine dell'Impero. Una lente, progressiva Apocalisse.

Matteo Renzi, che due settimane fa pareva l'uomo più potente e pop del Paese (vi ricordate la copertina di Rolling Stone?), si è dimesso. Dopo vent'anni di sperticate lodi del  maggioritario, tutti smaniano di tornare al proporzionale. La vocazione maggioritaria, dogma fondativo del Pd, viene cancellata in quattro e quattr'otto. Come niente fosse.

Fiumi di inchiostro sulla Seconda e Terza Repubblica, e ora si torna alla Prima: governi e premier fatti dopo, coalizioni, alleanze dai lunghi tavoli.

Al Senato i funzionari brindano felici al bicameralismo che resta.

Il sindaco di Milano, quello del modello Milano, si auto-sospende perché pare sia indagato. Pare. Non gli è arrivato alcun avviso di garanzia. L'ha letto sui giornali. Dice che non ha <la benché minima idea> di cosa lo accusino...

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Dic 15, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Le ragioni del No, l’ottimismo, la realtà

Le ragioni del No, l’ottimismo, la realtà

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Quando si dice che è stata una valanga, è letteralmente così. Nel senso che il No è sostanzialmente omogeneo dal punto di vista geografico (ha vinto il Sì, di poco, solo nelle tre regioni rosse), trasversale dal punto di vista sociale e professionale (in cima alla classifica degli elettori che hanno votato No troviamo disoccupati, ma anche impiegati, casalinghe e studenti) e per età (ha raggiunto vette altissime negli under 35, ma è di gran lunga maggioritario in tutte le persone sotto i 55 anni).

Dunque, mi pare, questi dati dicono alcune cose:

Il merito della riforma c'entra molto poco. Ed è il motivo per cui non è riuscita l'offensiva di Renzi nei confronti dell'elettorato di centro, di destra o grillino. Nelle motivazioni che hanno spinto gli elettori a votare rientra, ma è sullo sfondo. E' sbagliato?  Gli elettori dovevano stare al quesito? No. Un cittadino ha il diritto di votare per le ragioni più disparate. Le motivazioni di chi vota sono insindacabili...

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Nov 21, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Di quale verità parliamo (a proposito della post verità)

Di quale verità parliamo (a proposito della post verità)

veritaQuando non si capisce qualcosa, si inventa una parola. Sta succedendo con l'espressione post verità, post truth, ideata negli Usa dopo la vittoria di Donald Trump e subito diventata di moda in Italia. La nuova formula sta a indicare una fase in cui non conta la verità, le notizie vere, i fatti. Conta il racconto, capace di suscitare emozioni, di rappresentarle o di cavalcarle, anche (soprattutto) se poggiato su menzogne. Le bufale diventano la sostanza delle campagne elettorali. Gli elettori sarebbero diventati tutto d'un tratto indifferenti alla verità. E questo spiegherebbe la vittoria di Donald Trump, di Brexit o, in Italia dei Cinque Stelle piuttosto che della Lega di Salvini. Provo a elencare due premesse e alcune ragioni per cui questa teoria non mi convince: Primo: si dà per scontato, ancora una volta, che le persone siano fondamentalmente stupide. Noi, le elité, la classe dirigente (politica, giornalistica, intellettuale) abbiamo la visione corretta. Tutti gli altri, sotto, sono manipolabili, poco esigenti, influenzabili, ignoranti. Perciò è facile far credere loro delle falsità...

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Nov 4, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Generazione di terremotati

Generazione di terremotati

[caption id="attachment_1708" align="alignleft" width="300"]St. Benedict's Cathedral in the ancient city of Norcia is seen following an earthquake in central Italy, October 31, 2016. REUTERS/Remo Casilli St. Benedict's Cathedral in the ancient city of Norcia is seen following an earthquake in central Italy, October 31, 2016. REUTERS/Remo Casilli[/caption] Siamo terremotati. Anche noi che le case, ancora, le abbiamo. Noi che non siamo stati travolti dalla violenza della natura. Avere un tetto sopra la testa, poter vivere dentro le mura della propria casa, nella propria città, non sentire ogni giorno la terra che trema, è una fortuna inestimabile. Noi risparmiati dalle scosse siamo, è vero, dei fortunati. E ogni volta che guardo o sento parlare la gente che in pochi secondi ha visto la vita cambiata, ho un buco allo stomaco. Conviviamo, però, con altre scosse. Per altri versi non meno terribili. Scosse per un lavoro che perdi o stai per perdere. Per una malattia. Per una frattura che si apre in un rapporto. Per l'incertezza del futuro. E, come nelle scosse della terra, il peggio è il dopo...

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