Set 24, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Il Fertility Day è lo specchio di questa società

Il Fertility Day è lo specchio di questa società

3fert0Troppo comodo prendersela con chi si è inventato la campagna di comunicazione. O con chi, il ministro Beatrice Lorenzin, l'ha commissionata e voluta.

Il Fertility Day, la campagna fatta, slogan e immagini, è il frutto del comune modo di pensare per cui è tutto, solo e sempre un problema di mezzi. Di strumenti. Dall'economia all'amore, dall'educazione all'arte, è una questione di modalità. Il mezzo non solo giustifica il fine, ma lo sostituisce. L'estetica è stata soppiantata prima dall'etica poi (oggi) dalla tecnica. E così di fronte a ogni problema siamo tutti ad arrabattarci per trovare la soluzione tecnica. Come se la vita, come se l'uomo, si esaurisse nel "come". "Come si fa?". Questa è la domanda che ci facciamo di fronte a qualsiasi evento: amore, figli, matrimonio, salute, lavoro. Abbiamo cancellato il perché. Abbiamo eliminato le ragioni. E allora si finisce così. A pensare che se non si fanno figli è per un problema "strumentale", perchè non si è abbastanza istruiti circa l'uso dello strumento riproduttivo o il tempo...

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Set 9, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Il dilemma ontologico del M5S

Il dilemma ontologico del M5S

di-maio-grilloIl problema di fondo del pasticcio a Cinque Stelle esploso a Roma non è la doppia morale, come ha detto Matteo Renzi (per cui l'avversario indagato è da cacciare, l'amico no). E nemmeno il tipo di garantismo che il buon grillino deve adottare, cioè a che grado di giudizio una persona possa essere "pulita". Non è neanche il reato di cui, eventualmente, si è resa colpevole l'assessore Muraro. Potrebbe essere una bazzecola, punibile con una multa. Di più: potremmo perfino scoprire che la dottoressa Muraro è innocente. Immacolata non solo secondo la Costituzione  (che per gli Onesti è intoccabile, però non basta), ma perfino secondo i Requisiti Del Movimento. Sono tutte questioni, è vero, irrisolte. Ambigue. E l'incertezza spicca in una forza che si presenta come una Religione Laica dai Dogmi netti e infallibili. Ma il problema di fondo, a me pare, è un altro. E' che la politica è l'arte di governare la realtà. E la realtà non è mai bianca o nera. E' sempre grigia, complicata, sfumata. Perciò si dice, con un'espressione ingiustamente diventata negativa, che la politica è l'arte del compromesso...

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Lug 13, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Le due Italie e una voragine

Le due Italie e una voragine

scontro treniCome se mancasse la terra sotto i piedi. Come se, improvvisamente, mentre esci di casa, ti si aprisse sotto i piedi una voragine. Mi sentivo così leggendo le notizie, guardando le immagini dello scontro tra i due treni regionali in Puglia. Forse perché treni di quel tipo li prendo spesso. Forse perché ho letto di una mamma e di una bambina trovate morte, strette in un abbraccio. Gli incidenti possono accadere. Ma in quello che oggi è successo c'è qualcosa di più. Qualcosa, mi pare, che interroga la politica. C'è la misura di un Paese spaccato. Un Paese che da una parte ha l'Alta velocità, dall'altra ha treni regionali che viaggiano su un binario unico, regolati da un "blocco telefonico" che si basa unicamente su due addetti: uno in una stazione, l'altro nell'altra, i quali si danno "il via libera". Per telefono e con un fonogramma. E se, per qualche strano, ma non inimmaginabile motivo, uno dei due si sbaglia, o non risponde o risponde male o non prende la linea o sviene, bum. I treni si scontrano. Un sistema che risale agli anni Cinquanta. Un Paese dove dal 2007 l'Europa aveva stanziato 150 milioni per ammodernare quella la linea, ma i lavori non sono ancora partiti...

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Giu 30, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Se manca il perché

Se manca il perché

perchéRubo a un amico, Davide Astolfi, una cosa che ha scritto:  "Avete notato che il discorso pubblico mondiale ha estinto il perché (l'uguaglianza, la libertà) per parlare solo del come (Unione Europea, stati nazionali) e del chi (i popoli, le élite)?" Tra le tante analisi sentite in questi giorni, a proposito di periferie che votano M5S, élite lontane, confine tra destra e sinistra e, al vertice della confusione, il terremoto Brexit, mi sembra un'osservazione molto acuta. Che illumina il problema. Ci si preoccupa del come, del chi, non del perché. Allo stesso modo per cui la politica è stata sostituita dalla tecnocrazia o dalla burocrazia. Persino quando a farla restano i politici. Le procedure sono considerate più importanti delle ragioni. Sono la materia della politica. Le regole (nel mercato del lavoro, nel sistema fiscale, nella scuola, nella pubblica amministrazione, nel sistema pensionistico) sono il contenuto delle proposte con cui i partiti si danno battaglia. Accanto al come, si dà poi una grande importanza (a volte persino superiore al "come") al chi: il leader...

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