Ott 5, 2017 - Politica    Commenti disabilitati su Pisapia, D’Alema e i senatori in cerca di casa (appunti da una mattina al Senato)

Pisapia, D’Alema e i senatori in cerca di casa (appunti da una mattina al Senato)

MASSIMO D'ALEMA POLITICO PIERLUIGI BERSANI POLITICO GIULIANO PISAPIA POLITICO

“Il problema”, mi spiegava ieri un senatore vicino a Giuliano , “è che se fai una scissione, è ovvio che poi non puoi allearti con quelli da cui ha rotto. Questo è il motivo per cui tra noi è Mdp è quasi impossibile fare qualcosa insieme. Noi vogliamo fare il centrosinistra, ma per farlo devi per forza allearti con il Pd. D’Alema, invece, non vuole. E nemmeno Renzi, d’altra parte, vuole fare qualcosa con gli scissionisti”.

 Pisapia, Renzi, D’Alema, Bersani. Ieri al la giostra di fine legislatura girava tra velluti capaci di attutire tutto quello che si muove fuori. In Aula si votava il Def. Nel piccolo Transatlantico del Palazzo nobile del bicameralismo, si parlava, invece, delle prossime elezioni: con chi stare, con chi non stare, come. Succede così a ogni legislatura: gli ultimi mesi il Parlamento si trasforma in una grande agenzia di collocamento.

Per uscire fuori dalle nebbie, i più utili sono gli ex parlamentari, che ne hanno viste tante e non hanno nulla da perdere: <Ci sono tre anime in Mdp>, spiegava Angelo Sanza, cossighiano doc, <i duri e puri alla D’Alema che hanno come unico scopo farla pagare a Renzi, i buoni  come Bersani e Speranza, che sono buoni di carattere, sono fatti così, poi i pisapiani, che invece vogliono fare un’alleanza con il Pd, anche se c’è molta confusione anche lì dentro>.

A chiacchierare con i “pisapiani” del Senato, pare che le distanze con D’Alema e compagnia siano siderali. <Noi vogliamo fare il centrosinsitra, a noi non interessa la ridotta della sinistra. Se vogliono fare il loro partitino, lo facessero>, spiegava Uras. E se gli obietti che i sistemi attuali non prevedono la possibilità di fare coalizioni, ti rispondono: <Allora vorrà dire che si farà qualcosa con il Pd, si troverà un modo per ricreare attorno al Pd un centrosinsitra>. Attorno, qualcosa, un modo. Grande confusione sotto il cielo. Ma con un punto chiaro: fare la sinistra contro il Pd, mai.

La verità è che tutto dipende dalla legge elettorale. E anche su questo le anime della costituenda sinistra a sinsitra del Pd sono divise. I duri e puri dalemiani sono ferocemente contro il Rosatellum e vogliono un proporzionale puro, così nessuno è costretto a fare alleanze. I pisapiani sono per il Rosatellum bis, perché è la perfetta traduzione della linea di Pisapia: permette nella quota proporzionale di correre da soli, nei collegi di fare l’alleanza con il Pd. I bersaniani non si capisce. Sono per l’uno e per l’altro.

E il Pd? Nel Pd, Rosatellum o Consultellum, sono tutti preoccupati da un altro, non di poco conto dettaglio: colui che, materialmente, avrà l’ultima parola sulle liste. “Chissà Matteo cosa farà…”, si chiedeva ieri un senatore. Matteo Renzi, ovviamente. “Dicono che voglia mettere capolista a Torino Piero Fassino. Dopo che ha perso le amministrative. Ma che senso ha?”.

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