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Dic 15, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Le ragioni del No, l’ottimismo, la realtà

Le ragioni del No, l’ottimismo, la realtà

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Quando si dice che è stata una valanga, è letteralmente così. Nel senso che il No è sostanzialmente omogeneo dal punto di vista geografico (ha vinto il Sì, di poco, solo nelle tre regioni rosse), trasversale dal punto di vista sociale e professionale (in cima alla classifica degli elettori che hanno votato No troviamo disoccupati, ma anche impiegati, casalinghe e studenti) e per età (ha raggiunto vette altissime negli under 35, ma è di gran lunga maggioritario in tutte le persone sotto i 55 anni).

Dunque, mi pare, questi dati dicono alcune cose:

Il merito della riforma c'entra molto poco. Ed è il motivo per cui non è riuscita l'offensiva di Renzi nei confronti dell'elettorato di centro, di destra o grillino. Nelle motivazioni che hanno spinto gli elettori a votare rientra, ma è sullo sfondo. E' sbagliato?  Gli elettori dovevano stare al quesito? No. Un cittadino ha il diritto di votare per le ragioni più disparate. Le motivazioni di chi vota sono insindacabili...

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Dic 6, 2012 - Politica    Commenti disabilitati su Napolitano pronto a fare un altro governo

Napolitano pronto a fare un altro governo

La minaccia del Cavaliere, far cadere il governo e andare al voto a febbraio, rischia di essere una pistola scarica. A impedirla, infatti, potrebbe essere il Quirinale. «Se Berlusconi dovesse decidere di togliere la fiducia al governo Monti, Napolitano potrebbe affidare il mandato all’ex presidente del Senato Marini di formare un nuovo governo che sicuramente verrebbe bocciato dalle Camere nel voto di fiducia, ma che guiderebbe il Paese alle elezioni appunto in aprile». Insomma «un governo di pochi mesi che avrebbe il compito di gestire il voto». E che toglierebbe a Berlusconi il principale argomento elettorale: Monti. L’attuale premier, infatti, sarebbe già uscito di scena.  A suggerire questa ipotesi, citando «fonti autorevoli», èla Velina Rossa, il foglio di Pasquale Laurito, depositario di gossip che circolano nei Palazzi. Questo, in particolare, nasce dalle parti del governo. Un ministro molto vicino a Monti lo avrebbe confidato a un amico, durante un pranzo. Franco Marini ha smentito quest’indiscrezione, dicendo di essere «troppo vecchio»...

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Ott 9, 2012 - Politica    Commenti disabilitati su Non solo Fiat. Un’altra multinazionale se ne va dall’Emilia

Non solo Fiat. Un’altra multinazionale se ne va dall’Emilia

Quando parliamo di primarie, di Berlusconi, di moderati, di elezioni, sarebbe bene non dimenticare che se ne parla (o se ne dovrebbe parlare)  per dare risposte a un’altra realtà. Anzi, alla Realtà. Quella che vivono milioni di italiani e che, negli ultimi anni, si sta facendo dura, dolorosa. Pesante. Spesso disperante.

Senza retorica e demagogia. Difendo l’importanza della politica e, più modestamente, di quella professione (la mia) che cerca di controllarla e raccontarla. Ma guai a dimenticarsi per chi si fanno leggi o tentativi di migliorare questa società. Le  facce, le persone. In carne e ossa.

Lo dico perché in questi giorni un amico mi ha raccontato il travaglio che lui e i suoi colleghi stanno vivendo per l’annunciata chiusura dell’azienda dove lavorano. E voglio usare questo spazio  per parlarne. Nella speranza che altri riprendano questa storia, ennesima testimonianza della crudezza di questa crisi.

Sta per cessare definitivamente la produzione industriale della Ceam, un'azienda che fabbrica ascensori, di proprietà della multinazionale Utc-Otis, presente da oltre 60 anni nel nostro Paese...

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Gen 26, 2012 - Politica    Commenti disabilitati su La tentazione del PdL: passare all’opposizione

La tentazione del PdL: passare all’opposizione

“Qui si sparisce”, mi fa un deputato del Pdl. E mi mostra un sms di un elettore: “Non votare, non condannarci ai lavori forzati”. Altro che malumore. Il principale partito del centrodestra è in crisi nera. Chi siamo, dove andiamo? Nessuno lo sa. Alla Camera, oggi, sulla fiducia al milleproroghe, si è rivisto: 24 assenti, 6 in missione, 5 astenuti. Renato Brunetta vagola per il Transatlantico, Giulio Tremonti non si vede da mesi, gli ex An fanno comunella da una parte, gli ex Fi dall’altra. E tutti scuotono la testa: così non si può andare avanti. Un altro deputato: “Perdiamo due punti a settimana. Fra un anno dove andiamo? E alle prossime amministrative sarà un bagno di sangue. Se al Nord non ci alleiamo con la Lega, perdiamo dappertutto. E tra liste civiche o del sindaco, il Pdl avrà una media del 15%. E’ il punto di non ritorno”. A questo punto, dicono in molti, meglio andare a votare. Ma Giorgio Napolitano non lo permetterà. E nemmeno gli italiani, pronti a punire chi fa cadere il governo che sta salvando l’Italia dal default...

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