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Nov 6, 2012 - Politica    1 Comment

In difesa di Elsa Fornero

La decisione del ministro Elsa Fornero di far uscire i cronisti da un incontro con dei ragazzi a Torino ha sollevato l’inevitabile, corale, indignata protesta della mia categoria. Attentato alla Libertà di Stampa! Vogliono imbavagliarci! Sarò condizionata dalla simpatia che ho per Elsa, ma io sto con lei.

Intanto trovo insopportabile questa considerazione che i giornalisti hanno di se stessi, come se fossero i Garanti della Democrazia e della Libertà. Per carità, il giornalismo è un fattore fondamentale in una società democratica. Tanto più se è libero e indipendente. Cioè se fosse come in Italia non è. E qui c’è il primo problema:  perché la protesta nata attorno alla scelta di Fornero abbia senso bisognerebbe esserne all’altezza. Bisognerebbe che la nostra categoria davvero fosse il cane da guardia del potere. Non mi dilungo oltre, ma sappiamo benissimo che così non è.  Soprattutto non lo è in Italia, per tante ragioni. Storiche, economiche, culturali...

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Giu 18, 2012 - Politica    Commenti disabilitati su Il lodo anti-Monti

Il lodo anti-Monti

Sono stata alcuni giorni lontana da Roma per seguire la Repubblica delle Idee, la festa del quotidiano diretto da Ezio Mauro.  Torno, mi rituffo nella politica.  E rimango colpita da un fatto. Pdl e Pd la pensano allo stesso modo. Praticamente su tutto. Sicuramente sulle questioni in questo momento decisive. Mario Monti chiede di approvare la riforma del lavoro entro il 28 giugno? Pdl e Pd dicono che no, non si può fare. Fornero dice che la riforma del lavoro è ben fatta? Pdl e Pd ribattono che no, è ancora da modificare. E se non lo si fa, il ministro può scordarsi di vederla trasformata in legge. Questione esodati? Idem. Pdl e Pd trovano la vicenda scandolosa, una gaffe imperdonabile e a cui il governo deve rispondere immediatamente.  La legge elettorale? Per entrambi – ufficialmente - bisogna modificarla. Entrambi  - ufficiosamente – preferiscono tenerla così com’è. O al massimo ritoccarla qua e là. Voto anticipato? Sia Pdl, sia Pd firmerebbero per votare in autunno. Rai? Al Pdl non piacciono i nomi indicati dalla società civile...

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Mag 1, 2012 - Politica    Commenti disabilitati su Perché il lavoro è necessario

Perché il lavoro è necessario

Cos'è il lavoro? Me lo chiedevo ascoltando Napolitano, Fornero e poi Camusso e tutti i leader sindacali.

Lavoro viene dal latino labor, fatica. La radice è labh, che significa afferrare e in senso figurato volgere il desiderio, la volontà, l'intento l'opera a qualcosa. Per i romani labor descrive una condizione di schiavitù, non libera. Il contrario dell'otium, tempo nel quale i più fortunati, i ricchi, potevano esprimere se stessi senza costrizioni. Nella poesia, nell'arte, nella filosofia, nella musica.

Con il Cristianesimo quest'idea è rivoluzionata. Non solo il lavoro non è fatica e basta. Ma è la condizione dentro la quale essere felici. Attraverso cui somigliare all’Infinito. Dio, nella Bibbia, è un lavoratore. E' uno che "opera" per sei giorni e il settimo si “riposa”. E guarda compiaciuto l’opera del suo lavoro. Che non è più solo labor, fatica. Ma gloria dell’essere creato. Canto. Per questo il lavoro assume un senso nobile e altissimo: imitare il Creatore...

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Feb 23, 2012 - Politica    Commenti disabilitati su I dem-montiani contro Bersani: “Voteremo la riforma con o senza accordo”

I dem-montiani contro Bersani: “Voteremo la riforma con o senza accordo”

«Magari una parte di noi non votasse la riforma del mercato del lavoro», si lasciava andare, ieri a Montecitorio,  un veltroniano, «almeno sapremmo chi sta con il governo e chi con la Cgil». Perché questo - Monti o la Cgil - è ormai l’aut-aut che sta dilaniando il Partito democratico. E che in molti cominciano a vedere come una salutare occasione di chiarezza. Per il presente, ma soprattutto per il futuro. A costo di arrivare «allo show-down», come chiosava il veltroniano. Fatto sta che tre quarti del partito, ieri, davano una lettura molto smussata delle parole pronunciate da Pier Luigi Bersani al Tg3 («Senza l’accordo con le parti sociali, nulla è scontato»). Il segretario, era la vulgata più diffusa, voleva insistere sulla necessità di un accordo, ma il Pd non potrà votare no alla riforma, con o senza Cgil. Come spiegava il veltroniano Walter Verini, quello di Bersani «è stato un tentativo di fare pressioni sul governo perché si trovi un’intesa», ma è chiaro che, in assenza di quella, «non è che ci faremo dettare la linea dalla Cgil»...

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