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Dic 20, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Cara ministro Fedeli, lasci stare l’educazione e si occupi dei neon

Cara ministro Fedeli, lasci stare l’educazione e si occupi dei neon

valeriafedeliCara ministro Fedeli, e perdoni se la chiamo "ministro", ma la penso come Giorgio Napolitano, non ce la faccio a forzare la nostra lingua per ragioni legittime, ma che in ogni caso non dovrebbero prendersela con le regole grammaticali già così poco rispettate. Le scrivo in risposta alla lettera che lei ha scritto ad Avvenire, a proposito della sua nomina a Ministro dell'Istruzione e per giustificare le sue opinioni riguardo all'importanza di educare i ragazzi, la cito, all'<uguaglianza tra uomini e donne> e contro <gli stereotipi di genere> in cui, scrive, <si annida il primo germe della violenza maschile contro le donne>. Quest'anno, da mamma, ho fatto esperienza della scuola statale attuale (comunale per precisione). Ne avevo avuto da figlia, ma era un mondo diverso. Cara ministro, le scuole dello Stato in Italia cadono a pezzi...

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Dic 15, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Le ragioni del No, l’ottimismo, la realtà

Le ragioni del No, l’ottimismo, la realtà

no Quando si dice che è stata una valanga, è letteralmente così. Nel senso che il No è sostanzialmente omogeneo dal punto di vista geografico (ha vinto il Sì, di poco, solo nelle tre regioni rosse), trasversale dal punto di vista sociale e professionale (in cima alla classifica degli elettori che hanno votato No troviamo disoccupati, ma anche impiegati, casalinghe e studenti) e per età (ha raggiunto vette altissime negli under 35, ma è di gran lunga maggioritario in tutte le persone sotto i 55 anni). Dunque, mi pare, questi dati dicono alcune cose: Il merito della riforma c'entra molto poco. Ed è il motivo per cui non è riuscita l'offensiva di Renzi nei confronti dell'elettorato di centro, di destra o grillino. Nelle motivazioni che hanno spinto gli elettori a votare rientra, ma è sullo sfondo. E' sbagliato?  Gli elettori dovevano stare al quesito? No...

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Feb 8, 2016 - Costume, Politica    Commenti disabilitati su Non si fanno figli per un bonus

Non si fanno figli per un bonus

Sleeping newborn baby in the arms of my mother in hospital Evviva. Devo dire che quando ho letto la notizia del fallimento del bonus bebè, introdotto dal governo nella legge di stabilità 2014, sono stata quasi contenta. Il governo aveva stimato, per l'anno passato, 330 mila richieste. Mentre i genitori a cui è stato assegnato non superano i 204mila.  E sì che l'assegno non era da buttare: 960 euro l'anno per i bambini nati nel 2015 (la misura è prevista continui fino al 2017). Buon per le casse dello Stato, è stato il commento generale, che infatti così ha risparmiato circa 41 milioni di euro. Ma se un provvedimento che aveva uno scopo - in questo caso, incentivare la natalità - non lo raggiunge, mi sembra sano chiedersi perché. Per accedere all'assegno bisognava risultare di avere  un reddito non superiore ai 25mila euro...

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Mar 13, 2014 - Politica    2 Comments

Un mese e vedremo se è un bluff o no

La questione è molto semplice: fra un mese vedremo se Matteo Renzi è un ciarlatano oppure no. Se fa quello che ieri ha detto, ci porti pure mille slide, faccia il televenditore e continui a fare tutte le battute che vuole. Già ora, però, c'è un dato positivo, che lo rende diverso dai predecessori: non dovremmo aspettare un anno o una legislatura per verificare se bluffa o no. Se promette solo o fa. Gli obiettivi indicati hanno scadenze temporali abbastanza ravvicinate. Non chiede il tempo di una legislatura, non chiede una fiducia a scatola chiusa sulla sua persona. Dicono: ma si è limitato a utilizzare il frutto del lavoro fatto dai governi Monti e Letta. In buona parte è vero. Ma la politica non è solo trovare i soldi. E' saperli spendere. E' scegliere dove spenderli. Facendo delle rinunce...

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