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Giu 21, 2017 - Politica    Commenti disabilitati su Non c’è da stupirsi se i turisti scappano

Non c’è da stupirsi se i turisti scappano

bancomatLa scorsa domenica ho fatto esperienza del perché l'Italia, come spesso si dice, è un Paese in declino, con enorme potenzialità, ma cronicamente incapace di sfruttarle. E quindi destinato all'arretratezza. Sono stata al Lido di Spina, dove vado in vacanza da quando sono nata. E' un posto di mare nel comune di Comacchio, a Ferrara. Ormai da alcuni decenni lì, come in tutti i lidi della zona, il tipo di turismo è cambiato rispetto agli anni '60 o '70, quando quelle località sono nate. La gente non fa più lunghe vacanze, ma ripetuti week-end, da giugno a settembre. E' un turismo concentrato nel fine settimana, fatta eccezione per un po' di anziani che magari hanno la casa e  tengono i nipoti (ma sono sempre meno e per periodi sempre più brevi). Dunque, il clou della domanda turistica si concentra, come detto, dal venerdì alla domenica...

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Mag 8, 2012 - Politica    Commenti disabilitati su Lo spappolamento

Lo spappolamento

C’è uno sfarinamento. Uno <spappolamento>, come mi diceva oggi un dirigente del Pd. Il primo turno delle elezioni amministrative consegna un Paese che non sa dove guardare. Che non si fida dei partiti tradizionali, ma non ha trovato ancora di chi fidarsi. E allora un po’ resta a casa, un po’ vota chi ci prova o ha buon senso, ma chissà, speriam bene. Un Paese che sente la politica, i partiti, come estranei alla vita. La mia vita, i miei problemi. Un Paese che fa fatica. A far la spesa, a lavorare, a pagare la benzina, le bollette. E se i soldi ci sono, non sa più rischiare, tentare un progetto. Perché non ha speranza. Ma lo sfarinamento non è solo dei partiti. E’ anche in noi che votiamo, che guardiamo, commentiamo. Non sappiamo più dove appoggiarci. C’è un punto che non si muove? C'è qualcosa, nella fatica, che mi regge? La storia insegna che in questi momenti, quando la maionese impazzisce, si cerca qualcosa di forte...

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Dic 7, 2011 - Politica    1 Comment

Mia mamma, Monti e io

Ero abbastanza arrabbiata con Mario Monti. E in questi giorni mi consumavo nel dilemma: ma questo è bravo o no, è un amico o un nemico? Poi, l’altra sera, telefono a mia mamma. Solita chiacchierata dopo una giornata di lavoro. Premesso: mia mamma è un’insegnante in pensione e dovrà pagare due Ici. "Ciao mamma, come va?". "Bene, grazie". "Allora come ti sembra la manovra?". "Be’, sarà una bella batosta…". Comincia l’elenco di quello che dovrà pagare in più. Io, pregustando la conferma alle mie idee: "Eh, già. Hai capito il salvatore della patria… Quindi questo governo non ti piace più?". E lei: "Oh no. Non ho detto questo. Mi sembra siano persone competenti". "Come competenti? Ma ti faranno pagare molto di più, non ti rivaluteranno la pensione, dovrai fare molti sacrifici"...

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