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Mar 17, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su La mossa di Renzi: abbassare le tasse in deficit

La mossa di Renzi: abbassare le tasse in deficit

renzitasseMatteo Renzi è convinto di riuscire a spuntare, in Europa, un buon margine di flessibilità. Anche per il prossimo anno. Il che vuol dire recuperare svaritati miliardi a debito. Tanto è pessimista sulla politica per l’immigrazione, e non ne ha fatto mistero intervenendo ieri alla Camera dei Deputati e poi al Senato nell’informativa sul Consiglio europeo di venerdì, tanto è ottimista, invece, sul fronte delle concessioni che la Commissione Ue dovrebbe accordarci per dare una scossa alla crescita. Non si tratta del via libera alla legge di stabilità 2015, che si dà per scontato. Il punto è il margine per l’anno prossimo. I segnali, però, sono buoni. Per questo il team economico di Palazzo Chigi è già al lavoro per immaginare nei dettagli un piano di riduzione delle tasse. Qualcosa da presentare nel Def di aprile, per poi approvarlo nella legge di stabilità di fine anno...

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Feb 5, 2015 - Politica    Commenti disabilitati su Perché Renzi (per ora) non rincorre Berlusconi. Storia di un calcolo e di una scommessa.

Perché Renzi (per ora) non rincorre Berlusconi. Storia di un calcolo e di una scommessa.

silvio matteoMatteo Renzi ha deciso per la linea dura l’altra notte. Prima, quindi,che la nota di Forza Italia dichiarasse finito il patto del Nazareno. Non a caso risale alle dieci di mattina il tweet con cui il premier dà fuoco ai cannoni:«Porteremo a casa le riforme. Gli italiani con referendum avranno l’ultima parola. E vedremo se sceglieranno noi o chi non vuole cambiare mai». Solo dopo arrivano le parole di Giovanni Toti. Da lì in poi si scatena l’artiglieria dei fedelissimi, con una chiamata alle armi da grandi occasioni. Ma preallertata la sera prima. Comincia Debora Serracchiani, vice-segretario del Pd: «Se il patto del Nazareno è finito, meglio così.Arrivare al 2018 senza Brunetta e Berlusconi per noi è molto meglio». Segue l’uomo-ombra di Renzi, Luca Lotti: «Contenti loro contenti tutti. Ognuno per la sua strada, è meglio per tutti...

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Ott 27, 2014 - Politica    Commenti disabilitati su La rivoluzione culturale di Renzi

La rivoluzione culturale di Renzi

renzi-leopolda-620x372 (2)C’è un disegno coerente, ha ragione Matteo Renzi, nell’avventura che lo ha portato in cinque anni a diventare il segretario del primo partito italiano e il presidente del Consiglio. Ed è un disegno, meglio una rivoluzione, innanzitutto culturale. Nel senso che, consapevole o meno, è il cambio di una mentalità. Introduce un nuovo modo di guardare alla società, al mondo, alla convivenza tra le persone. Dico consapevole o meno perché non è detto che Renzi e il gruppo attorno a lui abbiano mai messo a tema tutto questo. Può darsi sia implicito nel loro modo di affrontare i problemi. Ma non cambia. Comunque sia, è – a mio avviso – una rivoluzione culturale. Ed è a questo livello che Renzi, prima di tutto, sta vincendo. Qui sta convincendo tanti italiani. Non capirlo o banalizzarlo definendolo di destra o uno che scopiazza idee conservatrici di 30 anni fa, è non solo sbagliato, ma fatale per chi lo fa, perché impedisce di capire il successo di Renzi (e quindi, semmai, di contrastarlo)...

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Giu 12, 2014 - Politica    Commenti disabilitati su Il pasticcio Mineo

Il pasticcio Mineo

Non mi piace chi mette a tacere il dissenso. Mai. Ma non mi piace nemmeno chi lo usa per impedire alla maggioranza di esprimersi e decidere (il classico veto). Non mi piace chi sta in un partito e non sente il dovere di rispettare la linea che democraticamente gli elettori e gli iscritti hanno scelto, quando il suo voto è determinante, non solo di testimonianza. E quando non si tratta di questioni di coscienza. La riforma del Senato, evidentemente, non lo è.  Bisognerebbe fare un ripassino su cosa è il dissenso e cosa l'appartenenza a un partito. Sulle materie e circostanze nelle quali il dissenso si può (si deve) esercitare e su quelle dove significa mettersi fuori da una comunità politica. Dopo di che secondo me il Pd ha sbagliato a sostituire Corradino Mineo. Uno sbaglio dal punto di vista comunicativo, prima ancora che di sostanza (formalmente, come hanno spiegato Stefano Ceccanti e Francesco Clementi, probabilmente il Pd è stato corretto perché il dissenso è previsto che si eserciti in Aula, non in commissione dove ti trovi per indicazione del gruppo)...

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