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Nov 30, 2013 - Politica    Commenti disabilitati su La mia pagella sul confrontoPd

La mia pagella sul confrontoPd

A caldo, ecco la mia pagella sul confronto in tv tra i candidati segretari del Pd, andato in onda su SkyTg24. Pippo Civati vince il premio della critica (8), ma perde tra il pubblico, nel complesso gli diamo un bel 7. Televisivamente è stato il migliore, ottimo nelle battute, veloce, grintoso, all'attacco, spiritoso, chiaro, sintetico. Ma insegue. Ed è poco rassicurante. Mi ha ricordato Matteo Renzi l'anno scorso. Meriterebbe di arrivare secondo. Gianni Cuperlo interpreta bene il ruolo che si è scelto, quello, cioè, di una sinistra tradizionale, statalista, che pensa di risolvere le disuguaglianze tassando i ricchi e rendendo tutto pubblico. Quella, insomma, che ha sempre perso, ad eccezione di quando si è affidata a chi non era di sinistra (Romano Prodi). Quella convinta che il problema sia azzeccare l'analisi. E che l'analisi giusta sia quella che già si pensava prima. A prescindere. Sembrava Bersani, ma senza la sua simpatia. Voto: 5-, tendente al 4. Matteo Renzi. E' partito nervoso, troppo nervoso, poi ha recuperato, si è sciolto, ha preso velocità. Ha scelto (giustamente) di comportarsi già da segretario del Pd, evitando polemiche, cercando di unire e mordendosi la lingua quando avrebbe potuto rispondere per le rime...

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Dic 22, 2012 - Politica    2 Comments

Primarie e montiani: lo strumento e lo scopo

Come si fa a dire se un coltello è buono? Se taglia bene. Come si fa a giudicare se una sedia è ben fatta? Se ci si siede comodi. Quello che vale per gli oggetti, vale per tutto il resto. La bontà o meno dipende dal raggiungimento, o meno, dello scopo per cui è fatto uno strumento. Il contrario del detto per cui il fine giustifica i mezzi. Il mezzo, la sua fattura ed efficacia, è fondamentale.

Lo dico a proposito di due fatti di questi giorni: le primarie del Pd per i parlamentari e la lista-coalizione che sarà guidata (o più probabilmente ispirata) da Mario Monti.

Le primarie. Lo scopo per cui Pier Luigi Bersani, meritoriamente, ha deciso tempo fa di organizzarle è per restituire agli elettori quel diritto di scelta che il Porcellum, fatto da Pdl, Lega e Udc, ma che il Pd non si è certo impiccato per modificare, nega. Bene. Tornando alla premessa, queste primarie, fatte con queste regole e in mezzo alle vacanze di Natale, rispondono a questo scopo?

Intanto gli elettori-elettori sono esclusi dalla scelta...

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Dic 14, 2012 - Politica    Commenti disabilitati su Pd verso la scissione, se Monti scende in campo

Pd verso la scissione, se Monti scende in campo

Stanno aspettando che Mario Monti sciolga la riserva. Poi, un minuto dopo, diranno addio. Al Partito democratico e alla gioiosa macchina a guida Bersani-Vendola che, per dirla con uno di loro, «ancora non ha capito la novità epocale di questi mesi». Cioè la presenza di una personalità, Monti, pronta a riunificare gli orfani di Silvio Berlusconi, i cespugli centristi e i moderati in cerca di una casa. Per assolvere il ruolo che, nella Prima Repubblica, fu della Dc. Loro, gli ex popolari, le truppe di Beppe Fioroni, invece, l’hanno capito eccome. E non intendono lasciarsi sfuggire quest’occasione che considerano storica. E che lo stesso Vaticano sponsorizza. L’ex ministro della Pubblica istruzione nei giorni scorsi ha incontrato il premier. Per ora non c’è nulla di ufficiale, solo contatti riservatissimi. Quello che Fioroni continua a ripetere pubblicamente è che, di fronte a un impegno politico di Monti, «Bersani dovrebbe fare un’alleanza con lui». Ma se il leader del Pd non dovesse seguire questo consiglio (e non sembra averne intenzione) è chiaro che i moderati del Pd potrebbero prendere altre strade...

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Dic 2, 2012 - Politica    10 Comments

La posta in gioco. E perché il giovanotto si ama o si odia.

In questi ultimi giorni di primarie mi è diventato chiaro qual è la posta in gioco della scelta che oggi il centrosinistra compie.  E perché Matteo Renzi suscita sentimenti così opposti. Chi lo ama, chi lo odia.

Il problema non è la rottamazione. Su cui, da una parte e dall’altra, si trovano sostenitori. E nemmeno la crociata contro i costi e le degenerazioni della classe politica. Anche qui il consenso è trasversale. Di fronte ai Fiorito e ai Lusi, ma anche ai piccoli, odiosi privilegi di una casta senza autorevolezza, come puoi non stare con lui?

Finché i temi erano questi, il “giovanotto” di Firenze poteva perfino andar bene. Poteva piacere a gente che, tra loro, la pensa in modo diversissimo sulle questioni di fondo di una opzione politica: lavoro, welfare, scuola, economia, insomma sulla visione della società.

Il problema si è palesato negli ultimi giorni. E non tanto nei famosi “contenuti”. Ma nelle pieghe di queste regole contro cui ha osato alzare la voce, attentando al dogma numero uno: il Partito ha sempre ragione...

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