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Apr 7, 2012 - Politica    Commenti disabilitati su Caro Wsj, il problema non è l’articolo 18

Caro Wsj, il problema non è l’articolo 18

Mario Monti non è la Signora Thatcher. Non ci piove. Solo il Wall Street Journal, in un momento di ebrezza (ingenua o interessatai?), poteva cascare in un paragone del genere. Come giustamente ha fatto notare qui il premier italiano, in una lettera come al solito ironica, l’aumento dei contributi sui contratti a tempo determinato c’era, pari pari, anche nella bozza del 26 marzo,  quella <elogiata> dal quotidiano finanziario a stelle e strisce. E allora cos’è successo? Il Wsj ci è rimasto male per la modifica dell’articolo 18. Io, come avevo detto qui, insisto a ritenere che il peggio della riforma non sia la flessibilità in uscita, ma quella in entrata. E’ qui che si poteva fare di più, cari soloni del Wsj...

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Gen 3, 2012 - Politica    Commenti disabilitati su Morire di paura

Morire di paura

Morire di paura. Il rosario di suicidi conta, tra ieri e oggi, un imprenditore, un elettricista, il titolare di una concessionaria, un agricoltore, un pensionato. Morti, più che per povertà, per la paura. Di trovarsi in difficoltà per le tasse o un rimborso inatteso, di dover licenziare dopo anni che solo si assumeva e magari è il primo passo per chiudere, di veder finire il frutto di tanti sacrifici, di dover chiudere l’attività o essere costretti a cambiarla, di non avere i soldi per la spesa, il dentista, di mostrarsi perdenti con la moglie, coi figli, di essere perdenti, di non sapere come farcela fra una settimana, fra un mese. Morti per la paura – reale o immaginaria, razionale o patologica - di qualcosa che non è ancora accaduto. Ma potrebbe accadere. E sei così certo che finirà per accadere che è come fosse già accaduto. Morti di paura. E di speranza finita. Guardi la vita, il tuo lavoro, e sei sicuro che andrà nel peggiore dei modi. Il futuro è sentito così ostile, cupo, che ci finisci sotto ancora prima che arrivi...

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Dic 16, 2011 - Politica    1 Comment

La recessione dai sorrisi

Non fa più ridere nemmeno Scilipoti. E neanche la leghista che si traveste da operaia. Stracquadanio è a corto di battute, Pionati si aggira sfaccendato tra buvette e Transatlantico, Tremonti è sparito (ma lo Stato si serve solo da ministri?), gli (ex) Responsabili vagolano sperduti, ciascuno per suo conto, Osvaldo Napoli non sfodera più la sua ironia, le belle del Pdl sembrano fidanzate abbandonate. Le uscite di Bossi, che vorrebbero essere sapide, hanno qualcosa di cupo. Il governo non ne parliamo. Monti ha l'aria grave. Seria, più che triste. Gli altri ministri se ne stanno impettiti sui banchi dell'Aula, come statue di sale. Il dibattito, dopo il voto, procede stanco. Parlano molto i leghisti, ma nessuno li ascolta. Si susseguono gli ordini del giorno. Più inutili del solito...

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