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Dic 20, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Cara ministro Fedeli, lasci stare l’educazione e si occupi dei neon

Cara ministro Fedeli, lasci stare l’educazione e si occupi dei neon

valeriafedeliCara ministro Fedeli, e perdoni se la chiamo "ministro", ma la penso come Giorgio Napolitano, non ce la faccio a forzare la nostra lingua per ragioni legittime, ma che in ogni caso non dovrebbero prendersela con le regole grammaticali già così poco rispettate. Le scrivo in risposta alla lettera che lei ha scritto ad Avvenire, a proposito della sua nomina a Ministro dell'Istruzione e per giustificare le sue opinioni riguardo all'importanza di educare i ragazzi, la cito, all'<uguaglianza tra uomini e donne> e contro <gli stereotipi di genere> in cui, scrive, <si annida il primo germe della violenza maschile contro le donne>. Quest'anno, da mamma, ho fatto esperienza della scuola statale attuale (comunale per precisione). Ne avevo avuto da figlia, ma era un mondo diverso. Cara ministro, le scuole dello Stato in Italia cadono a pezzi...

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Dic 15, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Le ragioni del No, l’ottimismo, la realtà

Le ragioni del No, l’ottimismo, la realtà

no Quando si dice che è stata una valanga, è letteralmente così. Nel senso che il No è sostanzialmente omogeneo dal punto di vista geografico (ha vinto il Sì, di poco, solo nelle tre regioni rosse), trasversale dal punto di vista sociale e professionale (in cima alla classifica degli elettori che hanno votato No troviamo disoccupati, ma anche impiegati, casalinghe e studenti) e per età (ha raggiunto vette altissime negli under 35, ma è di gran lunga maggioritario in tutte le persone sotto i 55 anni). Dunque, mi pare, questi dati dicono alcune cose: Il merito della riforma c'entra molto poco. Ed è il motivo per cui non è riuscita l'offensiva di Renzi nei confronti dell'elettorato di centro, di destra o grillino. Nelle motivazioni che hanno spinto gli elettori a votare rientra, ma è sullo sfondo. E' sbagliato?  Gli elettori dovevano stare al quesito? No...

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Mar 19, 2016 - Politica    Commenti disabilitati su Forse è il tempo di restituire l’onore a Marco Biagi

Forse è il tempo di restituire l’onore a Marco Biagi

imageQuattordici anni fa le Br uccidevano Marco Biagi.  Mentre tornava in bici dal lavoro. Lo uccidevano per le sue idee, per le sue ricerche, per il suo tentativo (che si può condividere o no) di migliorare la condizione lavorativa di molte persone. Per la generosità di essersi messo a servizio del suo Paese. Mi ha colpito che ieri Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio ma soprattutto braccio destro di Matteo Renzi in tutti i dossier economici, ha riconosciuto, con l'onestà che gli è propria - merce rara - che il Jobs Act deve molto a Biagi. Alle sue idee. Nannicini è stato uno degli autori del Jobs Act. Oggi i tempi sono diversi. Per fortuna. Oggi si discute, si critica, si è accusati di eccessivo ottimismo o di fare i gufi, ma nessuno subisce la delegittimazione umana, morale che ha subito il professore Biagi...

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Ott 27, 2014 - Politica    Commenti disabilitati su La rivoluzione culturale di Renzi

La rivoluzione culturale di Renzi

renzi-leopolda-620x372 (2)C’è un disegno coerente, ha ragione Matteo Renzi, nell’avventura che lo ha portato in cinque anni a diventare il segretario del primo partito italiano e il presidente del Consiglio. Ed è un disegno, meglio una rivoluzione, innanzitutto culturale. Nel senso che, consapevole o meno, è il cambio di una mentalità. Introduce un nuovo modo di guardare alla società, al mondo, alla convivenza tra le persone. Dico consapevole o meno perché non è detto che Renzi e il gruppo attorno a lui abbiano mai messo a tema tutto questo. Può darsi sia implicito nel loro modo di affrontare i problemi. Ma non cambia. Comunque sia, è – a mio avviso – una rivoluzione culturale. Ed è a questo livello che Renzi, prima di tutto, sta vincendo. Qui sta convincendo tanti italiani. Non capirlo o banalizzarlo definendolo di destra o uno che scopiazza idee conservatrici di 30 anni fa, è non solo sbagliato, ma fatale per chi lo fa, perché impedisce di capire il successo di Renzi (e quindi, semmai, di contrastarlo)...

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