Dic 3, 2011 - Politica    Commenti disabilitati su Bersani convince Monti: tasse ai ricchi in cambio delle pensioni

Bersani convince Monti: tasse ai ricchi in cambio delle pensioni

Si parla di . Ma la partita è più ampia. Riguarda: l’articolo 18, la (o tasse su barche e beni di lusso che dir si voglia), Ici, e . Questo è il dossier su cui Pier Luigi Bersani ha trattato con . Perché se l’incontro ufficiale tra il segretario del Partito democratico e il presidente del Consiglio si terrà stasera, i contatti sono stati continui in questi giorni. Anche ieri Bersani si è sentito al telefono con il premier. E il discorso è stato, in sintesi, questo: «Noi possiamo accettare un allungamento graduale dell’età pensionabile delle donne e il per tutti. Ma a condizione che ci sia una redistribuzione seria». Leggi: patrimoniale e rinvio di ogni modifica sull’articolo 18. Su questo, poi, Bersani ha la sponda del Capo dello Stato che ieri, prima di incontrare Monti in serata, ha indicato i due pilastri su cui dovrà reggersi la : «rigore» ed «equità». Il punto più delicato sembra riguardare le pensioni di anzianità. Ma il problema, si dice al Nazareno, non è insormontabile. Già con gli interventi fatti da Giulio Tremonti gli anni reali di contributi necessari per andare in pensione sono 41 (in teoria 40, ma devi aspettare 6-8 mesi per uscire dal lavoro). Si tratta di capire se il ministro Fornero vuole portare gli anni a 42 o a 43. Altro punto su cui Bersani sta trattando sono le categorie da esentare: la richiesta è che siano esclusi operai e chi fa lavori pesanti. Già questo renderebbe il ritocco sulle pensioni più accettabile di fronte ai militanti e ai sindacati in stato di guerra.
Soprattutto, però, c’è la contropartita dell’articolo 18. Fornero ha fatto capire che la riforma del mercato del lavoro verrà rinviata. Anche perché non può essere oggetto di un decreto (Giorgio Napolitano si era già opposto con il governo precedente). Ed è un’altra battaglia che il Pd può intestarsi. Così come l’introduzione del reddito minimo garantito, da sempre cavallo di battaglia della . Michel Martone, viceministro al Welfare, nei contatti con alcuni esponenti democratici ha fatto sapere che il governo eviterà  ogni «contrapposizione». I provvedimenti più delicati (la modifica dell’articolo 18) verranno rimandati. Altra misura che potrebbe smussare l’ostilità dell’ala cgiellina del Pd è l’aumento di due punti dell’aliquota più alta dell’Irpef (da 41 a 43), così come le tasse sui beni di lusso. Un punto critico, invece, è l’Ici. Bersani vuole che siano esentate le fasce più basse. E non lo convince la riduzione dell’Irap, anziché del cuneo fiscale: «Così si aiutano le imprese, non i lavoratori». Come preoccupano le indiscrezioni sui tagli alla sanità (su cui ieri la ha sferrato un attacco). Quanto al blocco dell’adeguamento delle pensioni all’inflazione, altra misura contestata dal sindacato di Corso Italia, Monti ha garantito a Bersani che durerà solo un anno. Poi verrà restituito. Morale: ciascun partito dovrà cedere su qualcosa. Ma in cambio di qualcos’altro. «Il punto», si spiega al Nazareno, «è cosa riesci a portarti a casa rispetto al tuo elettorato». Per il momento sembra che il Pd sia riuscito a incassare non poco: tasse sui beni di lusso, revisione dell’aliquota più alta dell’Irpef, nessun intervento sull’articolo 18, Ici più pesante sulle seconde e terze case.
Certo, questo non garantirà la non ostilità della Cgil, che il premier incontrerà domenica insieme a tutti i sindacati. Susanna Camusso ieri sera ha bocciato le indiscrezioni sulla manovra: «Non mi pare che ci sia traccia di una tassa sulle grandi ricchezze». E la minoranza della Cgil ha chiesto lo sciopero generale.  Diverso è il discorso per e , che, pur avendo puntato i piedi sulle pensioni di anzianità, sono disposte a ragionare. «Noi vogliamo una trattativa e non una semplice consultazione», ha detto Raffaele . Va detto che in entrambi i giudizi c’è anche molta tattica, in vista di domenica. Il Pd dovrà poi fare i conti con il fuoco “amico” di Vendola e Di Pietro. Per questo Bersani ha bisogno di incassare misure altamente simboliche. Sperando che la Cgil rimandi lo sciopero perlomeno a dopo Natale.

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