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Mar 1, 2017 - Costume, Politica    Commenti disabilitati su Libertà, Stato, dolore. Pensando a Fabo.

Libertà, Stato, dolore. Pensando a Fabo.

volareOgni parola di fronte a questa vicenda è fuori misura. Perciò non voglio parlare di Fabo. Vorrei parlare a Fabo. Guardarlo. Ma questo, ormai, non è possibile. Provo, però, a toccare alcuni punti del dibattito che ne è nato. Questa vicenda non c'entra nulla con il testamento biologico, all'esame del Parlamento. Le dichiarazioni sul fine vita riguardano la possibilità di mettere per iscritto le proprie volontà rispetto ai trattamenti medici a cui essere o meno sottoposti, nel caso in cui non si sia più in grado di esprimere la propria volontà. Altro è il caso di una persona in grado di intendere e di volere che chiede allo Stato di porre fine alla sua vita per sofferenze che ritiene insopportabili. Persona colpita non da una malattia che lo sta portando a morire, ma segnata da una disabilità. Gravissima, ma disabilità. Si chiama suicidio assistito. Ipocrita formula per dire che lo Stato ti uccide perché glielo chiedi. In fondo, si dirà, il punto è lo stesso: se la qualità della vita di una persona è azzerata, che sia per una malattia terminale o per una disabilità gravissima, poco importa...

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Feb 10, 2017 - Costume    Commenti disabilitati su Caro Michele

Caro Michele

colloquio-di-lavoroCaro Michele, ho letto la tua lettera, bella e terribile. E voglio provare a risponderti. Lo faccio tremando, perché di fronte al dolore che ti ha portato a toglierti la vita,  alla ferita mai più rimarginabile dei tuoi genitori, sarebbe meglio tacere. Ma quello che scrivi è troppo importante. Riguarda me, noi, tutti. Ragazzi e adulti. Perdonami se non ti darò ragione su tutto. Non mi unirò al coro di quelli che, in buona o mala fede, usano la tua storia per l'ennesimo lamento contro il precariato, la globalizzazione, il governo, la politica. Arriverò anche alla politica. Ma dopo. Proverò a dire cosa ne penso,  sapendo che il tuo ultimo gesto è avvolto in un mistero dentro cui né io né nessun altro potremo mai entrare. E senza pretesa di dare lezioni o di avere la ricetta. Voglio, però, affrontare quello che ci hai lasciato, la tua lettera. 1) Hai ragione quando scrivi: <Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo>. Di tutta la tua lettera, a mio parere è la frase più bella. Facevi bene a volere il massimo...

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Gen 14, 2017 - Costume, Politica    Commenti disabilitati su Un mondo senza padri e madri

Un mondo senza padri e madri

casa-omicidio-PontelangorinoSi può uccidere i propri genitori a sedici anni? Si può uccidere chi ti ha fatto, cresciuto, amato? Si può uccidere perché un amico te lo chiede, dandoti 85 euro per il disturbo? Possibile che a Pontelangorino, una manciata di villette nella bassa ferrarese, il giardino intorno, le vie deserte, un bar, la chiesa, la farmacia, che lì, dove non succede mai niente, dove il cielo schiaccia la terra, si scateni l'orrore? Tra le righe delle cronache lette in questi giorni o nei commenti, traspare questa domanda. Senza risposta. Come uno sbigottimento, un'incredulità. Voglio dirlo senza giri di parole: sì, si può uccidere a sedici anni. Smettiamola di sorprenderci del male e di cercare, subito, una spiegazione sociologica, culturale, psicologica, politica. Smettiamola di pensare che a sedici anni non si sia già adulti. E che un adulto non possa concepire e fare il male. Perfino un bambino può fare il male. Solo che ha strumenti intellettivi e fisici minori. E quindi, in genere, è meno pericoloso. Ma il male esiste. L'uomo è capace di fare il male...

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Feb 8, 2016 - Costume, Politica    Commenti disabilitati su Non si fanno figli per un bonus

Non si fanno figli per un bonus

Sleeping newborn baby in the arms of my mother in hospital

Evviva. Devo dire che quando ho letto la notizia del fallimento del bonus bebè, introdotto dal governo nella legge di stabilità 2014, sono stata quasi contenta.

Il governo aveva stimato, per l'anno passato, 330 mila richieste. Mentre i genitori a cui è stato assegnato non superano i 204mila.  E sì che l'assegno non era da buttare: 960 euro l'anno per i bambini nati nel 2015 (la misura è prevista continui fino al 2017). Buon per le casse dello Stato, è stato il commento generale, che infatti così ha risparmiato circa 41 milioni di euro. Ma se un provvedimento che aveva uno scopo - in questo caso, incentivare la natalità - non lo raggiunge, mi sembra sano chiedersi perché. Per accedere all'assegno bisognava risultare di avere  un reddito non superiore ai 25mila euro. Può essere questa la ragione? In parte, ma non del tutto. Il fatto che il governo regalasse quasi mille euro per figlio avrebbe dovuto essere, nella logica del provvedimento, uno stimolo proprio per le famiglie non particolarmente benestanti...

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