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Mar 4, 2012 - Costume    Commenti disabilitati su Lucio e il miracolo di piazza grande

Lucio e il miracolo di piazza grande

La vista di piazza Maggiore, la sua Piazza Grande, con migliaia di gente in fila per salutarlo è uno spettacolo che toglie il fiato. Ci sono gli amici di una vita e di un momento. Bambini e vecchi, politici e cantanti. Ci sono i commercianti di via d’Azeglio e gli intellettuali. I barboni, i suoi amici barboni, e i professori dell’università.  Un insieme variopinto, multiforme, come lo era il cuore di Lucio Dalla. Uno che era nato con il jazz per finire al pop e alla lirica. Uno che era passato da "Anna e Marco" alla "Tosca", che cantava a Sanremo e insegnava all’Università. Un uomo di successo che ogni tanto faceva venir su il barbone che bivaccava sotto casa sua per fargli una pasta. Uno così. Senza categorie. Innamorato di tutto.

E poi le lacrime di tanti che l’hanno conosciuto solo nelle canzoni. Dentro parole, suoni, che hanno illuminato – come solo il genio sa fare – pezzi di vita di ciascuno.  Una folla che, non avendo mai scambiato una parola con lui, lo sente come un amico, un parente, un amore...

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Feb 28, 2012 - Costume    Commenti disabilitati su Onorevoli milanisti: complotto anti-Silvio

Onorevoli milanisti: complotto anti-Silvio

Salviamo Silvio Berlusconi. Dal complotto che si sta consumando ai suoi danni. A chiederlo non sono Nicolò Ghedini o Paolo Bonaiuti. Ma i deputati milanisti di ogni schieramento. Pd in primis. Parliamo, infatti, di Berlusconi presidente del Milan. Il tema brucia ed è sulla bocca di tutti  gli onorevoli milanisti di Montecitorio. Naturalmente, quando si tratta di calcio, non conta la destra o la sinistra, Monti o non Monti. E così i più indignati, dopo la domenica calcistica infuocata dal gol fantasma di Muntari e da altri errori arbitrali che avrebbero “regalato” la partita alla Juve, sono proprio i parlamentari milanisti del Pd. A cominciare da Enrico Letta, presidente del fan club Milan di Montecitorio.

L’antefatto lo conoscete: Milan-Juve finisce a uno a uno, ma con una scia di polemiche degne dell’era Moggi.  Nasce da qui il sospetto del complotto.  A rivelarlo è Daniele Marantelli, Pd, non solo milanista sfegatato, ma anche goleador della squadra di calcio di Montecitorio...

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Feb 10, 2012 - Costume    Commenti disabilitati su Vincere è cambiare le cose

Vincere è cambiare le cose

 Quanti film abbiamo visto, specie americani, ambientati nel mondo dello sport? La gara come metafora della vita, affermazione di sé, rischio nel quale costruisci il tuo destino contro le condizioni, la natura, la società. Se vuoi, puoi. Se ti metti in gioco, se sudi e sputi sangue, puoi ottenere tutto. O quasi. Questo è il grande sogno americano raccontato nell’ultimo mezzo secolo.

 “L’arte di vincere”, sorprendente film di Bennett Miller, sua seconda opera dopo “Truman Capote – A sangue freddo”, ribalta questo modello. A chi mi ha chiesto come mi è sembrato, ho risposto che è il film dei riformisti. Che spiega cosa vuol dire riformismo.

E’ tratto da una storia vera. Quella di una squadra, gli Oakland Athletics, scalcagnata, a bassissimo budget, costretta a destreggiarsi come una Cenerentola tra principesse. Billy Beane (Brad Pitt), il general manager, è un atleta cui era stata pronosticata una carriera promettente, ma che, per limiti fisici e scarsa fiducia in sé, si è rivelato un giocatore mediocre...

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Feb 7, 2012 - Costume    Commenti disabilitati su Hugo e i meccanismi

Hugo e i meccanismi

Che cos’è una storia? E perché per l’uomo è così essenziale raccontare? “Hugo Cabret”, ultimo capolavoro di Martin Scorsese, è attraversato, secondo me, da queste due domande. E l’uso del 3D è tutto funzionale a svolgere questi grandiosi interrogativi. Evviva. Dopo centinaia di esperimenti inutili, Scorsese insegna, con questa pellicola, a cosa serva il 3D. Gli dà, per usare una chiave del film, uno scopo. Che è quello, cioè, di entrare fisicamente, con le tre dimensioni di cui siamo fatti, dentro una storia. Ma per farlo, bisogna che una storia ci sia. E che sia storia vera. Rotonda, piena.

“Hugo Cabret” è questo. Storia pura, racconto. E quindi omaggio alle arti che a questo sono votate: il cinema innanzitutto, ma anche la letteratura. Come a ricordare, in tempi afasici, dove tutti si è ripiegati su sensazioni sempre più indicibili, dove contano le opinioni e non i fatti, e anche il cinema si contorce attorno a emozioni solitarie, ignorando le storie, che la salvezza, invece, comincia da lì...

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