Nov 28, 2011 - Politica    Commenti disabilitati su Il contagio della paura

Il contagio della paura

Dove è cominciato tutto? Qual è l’inizio, il primo mucchietto di neve, da cui si è creata una piccola frana, poi diventata più grande e ancora di più fino alla slavina che ora minaccia di travolgere tutto, il nostro benessere, i nostri diritti, le abitudini, il mondo così come siamo abituati a viverlo? Dove è iniziato tutto? Questo mi chiedevo, questa mattina presto, andando in bicicletta per Roma. Bella e ignara della recessione che l’Ocse ci annuncia per l’anno prossimo, dei piani di salvataggio (per sé) che le banche già organizzano in vista del nostro fallimento.

Io non lo so. Penso in una serie di sottovalutazioni e piccoli, grandi egoismi. L’idea che ci si poteva salvare da soli, magari a discapito del vicino.

Come non riesco a immaginare cosa ci aspetti.

Vedo, invece, la . Questi sono gli anni della . In questi anni è diventata la stoffa di tante vite, la maggior parte vite. Ora sta diventando la stoffa del Paese. Senza più differenza di età. Ci chiediamo con ansia cosa succerà domani con l’asta dei . O  cosa accadrà al prossimo consiglio europeo. Ci chiediamo cosa ne sarà dei nostri conti correnti, delle nostre pensioni, delle nostre case, dei nostri stipendi. Chi fa impresa si chiede, immutolito dalla paura, se domani gli faranno credito. Cosa sarà dei pagamenti da fare, degli stipendi ai dipendenti, dell’Iva da pagare?

La paura. Non solo del . Ma ormai anche del presente. E presto diventerà paura del vicino. Che diventerà concorrente di uno spazio sempre più piccolo, quindi nemico.

La paura è un brutto segnale. Porta a soluzioni disastrose. Porta alle dittature. Dopo Weimar, c’è stato Hitler.

è impegnato nell’immane lavoro di fare riforme che attendiamo da vent’anni. Io credo, però, che dovrebbe occuparsi anche di questo: dire all’Italia, a noi, di non avere paura. Si inventi qualcosa. Ma rassicuri un Paese che rischia di morire, prima che per l’euro, per la paura.

Comments are closed.